Piove. Val Mongia si vede buia e malinconica attraverso il vetro.
15 mar 2011
Semina
Piove. Val Mongia si vede buia e malinconica attraverso il vetro.
14 mar 2011
Viola
Madrid mi lasció con il sole, giornate calde, piene di luce. Ed eccomi sulle Alpi. Qui l'inverno è ancora protagonista assoluto, fatto di giornate corte e gelide. Oggi nevica. È bello guardare dalla finestra i fiocchi cadere su uno strato immacolato. Voglia di correre, di assaporare l'aria gelata contro le guance accaldate. Una casa, un pezzo di terra coperto dalla neve. Una borgata fatta di poche case brutte. Un'oasi di pietre e cemento ad interrompere bruscamente la forza del bosco. Questo sarà il mio spazio nei prossimi mesi.
Il tempo scorre lento, scandito dalla velocità di combustione della legna nella stufa. Una stufetta di ghisa che lascia intravedere il fuoco attraverso le mille crepe. Il fumo esce copioso ogni volta che rapido la carico. Una stanza calda e tutte le altre glaciali. La mia pelle odora a fumo di castagno, come tutto quello che mi circonda. Le piante sono scheletri, macchioline marroni sempre più piccole in un mondo di bianco. Cielo e terra si mischiano. Tutto e bianco.
Mani screpolate, tagliate. Raffreddore. Il corpo fatica ad assimilare un cambio e riprende così gli stessi problemi di adattamento della mente. Corpo e mente si mischiano esprimendo lo stesso tipo di disagio in forme diverse. Aimee Man è la colonna sonora, una sferzata completamente fuoriluogo che si sovrappone arrogante allo scoppiettio della legna umida nella stufa.
Nel frattempo fuori continua a nevicare.
1 mar 2011
Eurolines
Vari zaini sulle spalle, mi muovo a fatica nella stazione degli autobus madrilena. La partenza è prevista per le 7. Sono intontito e il tabellone delle partenze non aiuta. L'autobus eurolines non si vede; aspetto impaziente perché sono le 7. Chiedo a varie persone e scopro che il pullman sta partendo. Mi precipito e vengo fatto salire controvoglia. Sono stanco e nervoso e penso di insultare, però l'idea mi imbarazza.Mi siedo comodamente. Dormo ma l'aiutante dell'autista sveglia tutti e ci fa scendere. 30 minuti di pausa in un'area di servizio in mezzo al nulla, spazzata da venti glaciali. Il paesaggio innevato e desolato crea un'immagine surreale. Prosegue il viaggio; viso contro il finestrino, il paesaggio scorre monotono e lento tra torpore e momenti di stupore.
Un aspetto che mi sorprende è l'accanimento della polizia con questa compagnia. È vero che gli autisti sono scortesi e antipatici e la maggior parte delle persone che ancora utilizza il pullman provengono da paesi poveri, però il controllo a cui siamo stati sottoposti è eccessivo.
Il primo è alla frontiera con la Francia. Già è scesa la notte. Vari poliziotti salgono sul pullman per controllare i documenti. Siano una ventina di persone scarse, tutti mezzi addormentati. Due signore senegalesi sono fatte scendere perché non hanno i documenti in regola. Avevano pagato il biglietto per l'Italia, qualcuno o qualcosa le aspettava in Italia e per colpa di un documento sono state bloccate e sistemate chissà dove.
Il secondo controllo alla frontiera con l'Italia. Qui a fermarci sono due poliziotti insonnoliti, appollaiati sulla volante in attesa di autobus sospetti. Entrano, controllo approssimativo dei documenti e ripartiamo.
Il terzo controllo è all'arrivo a Torino. Di nuovo i documenti, poi veniamo fatti scendere con i bagagli e siamo fatti sfilare sotto il muso di un pastore tedesco. Azzanna prepotentemente uno zaino e il padrone viene preso in custodia per verifiche. I poliziotti impiegati in questa importantissima missione sono una mezza dozzina, troveranno, se tutto va bene alcuni resti di hashish nello zaino rattoppato del ragazzo marocchino.
Tutto questo ha un senso? Tante persone impiegate nel controllare una manciata di disperati in viaggio dalla Spagna all'Italia.
Si incrociano storie in queste ore seduti uno vicino all'altro. C'è la ragazza dell'est, timida, che non capisce la lingua, accalappiata dall'aiutante dell'autista che la fa sedere vicino a lui e prova ad avvicinarsi famelico ad ogni occasione. C'è il ragazzo marocchino pieno di vitalità. Ogni pausa per lui è un'occasione per fumare e bere caffè. C'è l'anziano marocchino, spaventato dalla polizia e pronto a umiliarsi servile di fronte a questi ragazzotti in divisa. C'è un vecchio coraggioso, probabilmente italiano, probabilmente andato a visitare qualche parente emigrato lontano.
A Torino nevica.
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