Assisto ad una conferenza sull'immigrazione. La conferenza è introdotta dal presidente dell'ANPI, un anziano signore dal volto simpatico. Loda i giovani, rappresentano la speranza e la forza nuova e necessaria per rinnovare questo mondo. Un gesto difficile quello di lasciare il testimone. E dicendo giovani inevitabilmente cita internet, il web, uno spazio del quale non ha le chiavi di accesso.
“Io dico faceboc” (lo pronuncia così) “perché io non sono capace a pronunciare queste cose nuove”. È una chiara rinuncia anche solo alla possibilità di nominare un qualcosa di uno spazio creato quando ormai la sua vita era già stata vissuta.
Sarebbe molto più facile pronunciarlo come lo pronunciano tutti. Perché un uomo che ha fatto il partigiano, che ha saputo lottare rischiando la propria vita non riesce ad entrare in un mondo dove un ragazzino entra ad occhi chiusi.
Perché invecchiando diventa così difficile accettare e rendere proprie cose nuove?