Aspetta la barista l'arrivo di qualcuno. È seduta ad un tavolo del bar vuoto, la radio in sottofondo. Il paese è piccolo e il mattino la gente lavora. Ma lei è sempre disponibile per chi voglia consumare qualcosa e nel frattempo fare due chiacchiere, sfogarsi per il lavoro, per un problema familiare. La barista non è solo la persona che serve i caffè, è anche due orecchie e uno sguardo che ascoltano comprensivi.
Il familiare fruscio della zanzariera che si apre. Entra un signore nel suo abito da lavoro. “Questo tempo! Un po' fa caldo, un po' fa freddo. Non si sa come vestirsi, ci si veste troppo e si suda, poco e si battono i denti”. La barista annuisce mentre le porge la tazzina di caffè. Un po' di silenzio per i primi sorsi di caffè, ma subito interrotto perché il tempo da molto di cui parlare.
La voce della radio è colonna sonora ideale alla scena. Rumore di zanzariera che si apre. È l'uomo che esce per tornare al lavoro. La barista è di nuovo seduta e aspetta.
Il familiare fruscio della zanzariera che si apre. Entra un signore nel suo abito da lavoro. “Questo tempo! Un po' fa caldo, un po' fa freddo. Non si sa come vestirsi, ci si veste troppo e si suda, poco e si battono i denti”. La barista annuisce mentre le porge la tazzina di caffè. Un po' di silenzio per i primi sorsi di caffè, ma subito interrotto perché il tempo da molto di cui parlare.
La voce della radio è colonna sonora ideale alla scena. Rumore di zanzariera che si apre. È l'uomo che esce per tornare al lavoro. La barista è di nuovo seduta e aspetta.
Nessun commento:
Posta un commento