20 ott 2010

Sogno


Camminavo tra gli alberi, seguendo un sentiero immaginario; si sentiva il fruscio di acqua lontana. Forse un lago. Avevo uno zainetto grigio, vecchio, ma non ricordavo fosse mio. Ero in un bosco di castagni; si riconoscevano i contorni degli alberi nell'oscurità. Non c'era nessuno, non sapevo dove stessi andando, ma continuavo a camminare. Il cielo era coperto, scuro; non si vedevano le stelle.
Una capanna in lontananza, una luce soffusa e nessun rumore. Mi avvicinai cauto, ma non avevo paura; chi poteva vivere nel bosco? Una sagoma alla finestra: una donna. Sembrava mi aspettasse, ma io non ero sorpreso. Non si muoveva, mi fissava senza espressione, i suoi occhi come di ghiaccio. Giunto alla porta mi arrestai. Perché ero lì? La porta si aprì delicatamente, senza far rumore. La donna era immobile alla finestra, si vedeva il profilo nell'oscurità. Davanti a me una stanza grande e illuminata da una candela. Non ricordavo d'esserci mai stato, ma mi sembrava di conoscerla da tempo. Il pavimento freddo di pietra, le grosse finestre e il soffitto alto; era come se tornassi a casa dopo molto tempo. Soltanto la donna mi rimaneva estranea; lo sguardo fisso verso il bosco come se aspettasse qualcuno; ma tutto taceva, un silenzio irreale.
Si girò lentamente e si avvicinò. Speravo parlasse ma non lo fece. Il suo viso era bianchissimo ed inespressivo. Come l'avessi sempre saputo, adesso la riconoscevo.
Tremai.
Iniziai a correre però sapevo che non potevo fuggire. Sarei comunque tornato da lei.

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