16 mag 2011

Elezioni


Giorno di elezioni in Italia. Le trasmissioni televisive sono incentrate sull'analisi del risultato elettorale. Incontro un signore che ha seguito i vari dibattiti di questi ultimi tempi su Berlusconi. È un fervente anti-berlusconiano, indi avrebbe votato il PD. Mi parla di politica. Io gli rispondo stancamente, gli dico che il PD non mi interessa. Questo signore si infervora, mi chiede come posso essere a favore di Berlusconi dopo tutto quello che ha fatto. Allora gli ripeto quanto gli ho detto: il PD è un'elezione che non condivido, ma aggiungo, questo non significa che simpatizzi per Berlusconi. Né uno né l'altro. Riprende infervorato spiattellando alcune informazioni ascoltate dal telegiornale. Vuole convincermi della bontà di votare per il PD e la sinistra. Gli ripeto che il PD non mi convince e lui di nuovo imbestialito mi richiede come faccio ad essere berlusconiano. Per lui è bianco o è nero. Se non sono a favore del bianco, devo per forza essere a favore del nero. O è sinistra o è destra. Un mondo facile, senza sfumature. Ma se questo signore è il votante medio come è possibile la democrazia? Mi allontano deluso. Evidentemente tutto quello che ho detto non è stato neanche analizzato. Le parole sono entrate e poi uscite, parole leggere, come l'aria, che non lasciano il segno.

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