Passeggiando per i centri storici delle città italiane si resta colpiti dalla loro armonia estetica che ne spiega bellezza e fascino. Un centro fatto di stradine strette, di piazze, di cortili interni e di fontane. Lo spazio privato si confondeva con quello pubblico creando una continuità, specchio della comunità che le abitava. Probabilmente non era ancora stato inventato il concetto di privacy e la vita di ognuno si mescolava con la vita dei compaesani. Un'idea di comunità che si sta sgretolando. Ora le città sono una somma di individui singoli; grazie alla tecnologia e al miglioramento delle condizioni di vita non c'è più bisogno dei vicini e ci siamo permessi il lusso di isolarci.
Il paesaggio riflette il nuovo stile di vita. Dove i soldi lo consentono è dominato dalle inferriate, dai cancelli, dalle recinzioni. C'è un'esigenza di creare piccole fortezze, una frontiera tra la nostra proprietà e tutto il resto.
Il paesaggio riflette il nuovo stile di vita. Dove i soldi lo consentono è dominato dalle inferriate, dai cancelli, dalle recinzioni. C'è un'esigenza di creare piccole fortezze, una frontiera tra la nostra proprietà e tutto il resto.
Si recintano le villone, i palazzi popolari, le villette a schiera. A questa logica resistono solo le costruzioni antiche per problemi strutturali. Dentro la recinzione tutto è bello, erbetta verde, ogni tanto delle piscine, giostre per i bambini. Fuori, sullo spazio pubblico, c'è abbandono, sporcizia, bruttezza. È così le nuove città prendono forma, una somma di piccole oasi isolate, collegate tra di loro da un rapido percorso in automobile.
Il senso di comunità perso viene ricreato artificialmente nei centri commerciali, dove in spazi giganteschi si passa, senza divisioni e senza quasi accorgersene, da un negozio di roba ad un Burger King, dal supermercato al gelataio Gigi. Tutto aperto, tutto fruibile e luccicante.
Per una volta il problema non è solo delle città. Le antiche borgate dei paesini di montagna erano di solito contraddistinte da uno spazio in comune, il centro della borgata, con la fontana, le panchine. Tutti contribuivano a tenerlo pulito e a spalare la neve; i bambini ci giocavano, gli anziani discorrevano seduti sulle panchine. Questo modello di costruzione è definitivamente scomparso.
Il senso di comunità perso viene ricreato artificialmente nei centri commerciali, dove in spazi giganteschi si passa, senza divisioni e senza quasi accorgersene, da un negozio di roba ad un Burger King, dal supermercato al gelataio Gigi. Tutto aperto, tutto fruibile e luccicante.
Per una volta il problema non è solo delle città. Le antiche borgate dei paesini di montagna erano di solito contraddistinte da uno spazio in comune, il centro della borgata, con la fontana, le panchine. Tutti contribuivano a tenerlo pulito e a spalare la neve; i bambini ci giocavano, gli anziani discorrevano seduti sulle panchine. Questo modello di costruzione è definitivamente scomparso.

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