C'era un tempo in cui le uniformi scolastiche erano viste come un'innecessaria forma di autoritarismo e si decise di abolirle dalle scuole. L'imposizione dell'uniforme limita la libertà e la creatività dei bambini, tutti imbalsamati com'erano in orrende divise dal colletto ingessato. La nostra società postmoderna, troppo attenta a questi particolari, ne ha decretato la fine.
Partendo da queste premesse mi introduco in un discorso annoso. È giusto che qualcuno decida una cosa che influenza un ambito personale e abbia l'autorità di imporla sugli altri? Come regola generale sono contrario ad ogni tipo di imposizione, però nel caso di minori noto che l'aspetto negativo di imporre un'uniforme sia di molto inferiore agli aspetti negativi della libertà di scelta. Gli svantaggi della libertà di abbigliamento sono legati al consumismo e all'importanza che hanno acquisito abiti firmati e la necessità di andare vestiti ogni giorno con vestiti diversi.
Una possibile soluzione sarebbe rendere più accettabile l'imposizione attraverso una discussione e successiva votazione da parte degli studenti sull'opportunità o meno di indossare un'uniforme. In questa discussione di genitori resterebbero totalmente esclusi e spetterebbe agli educatori permettere ai ragazzini una scelta consapevole, fornendo loro tutti gli strumenti (le informazioni, vantaggi e svantaggi delle due scelte). E da queste piccole scelte si potrebbe partire per una nuova generazione più responsabile e consapevole rispetto a quelle che l'hanno preceduta. Però poi si arriverebbe al paradosso che se i ragazzini sono responsabili per una loro decisione, allora dovrebbero essere anche responsabili per capire che imporre la decisione della maggioranza sulle scelte personali del singolo è sbagliato a priori. E allora si entra in un vicolo cieco. Insomma, o si sceglie una forma autoritaria di imposizione della divisa, coscienti che si tratta di un male, ma del male minore, oppure si responsabilizzino i ragazzini e questa responsabilità deve per forza attraversare una riflessione seria sull'importanza eccessiva che riveste l'abbigliamento.
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