Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Maurizio Mantero
Disegni: Laura Zuccheri (con la collaborazione di Federico Antinori)
Copertina: Cristiano Spadoni
Anche oggi il viaggio in treno è stato accompagnato da un albo di Julia, acquistato nell'edicola della stazione e ancora odoroso di carta e inchiostro. La copertina è molto efficace, focalizzata sull'espressività di Julia ed è stata la molla scatenante dell'acquisto. La trama è avvincente, un giallo vecchio stile. C'è il rapimento di una scrittrice famosa, una serie di amici e conoscenti, tutti potenziali sospetti, e l'indagine condotta da Julia, Webb e Leo Baxter. Durante la lettura incappiamo in piccoli indizi che per chi conosce i meccanismi dello sceneggiatore sono piuttosto espliciti, ma è solo nelle ultime pagine che, in una scena catartica ambientata in una serra, viene fuori il colpevole. Le indagini introducono trame secondarie, alcune riuscite, altre un po' meno. Vi è una critica feroce al mondo dell'arte in cui si muove la scrittrice, fatto da artisti, galleristi, curatori di libri, personaggi squallidi che si nascondono dietro concetti astratti quali arte, sensibilità, genio, ma che in realtà pensano solo alle apparenze e al profitto. Per mettere immediatamente in chiaro il messaggio, veniamo introdotti in questo mondo attraverso la definizione che l'investigatore privato Baxter fa di un amico della scrittrice, un pittore pre-informale post-espressionista trans-concettuale.
Vi è un'analisi dei meccanismi di creazione di un bestseller, fatto di parole ad effetto ma senza reali contenuti.
C'è la solita avventura di Leo con una donna di colore, che in questo albo non è un semplice oggetto sessuale ma le si lascia un discreto protagonismo per manifestare una personalità propria. Resiste al fascino di Leo e dal suo rifiuto nasce il conseguente innamoramento di Leo.
Un altro aspetto consueto per la serie sono gli screzi tra Leo e Webb, con il ruolo da mediatore del tenente Irving.
Si tratta tutto sommato di un albo interessante e molto ben riuscito.

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