Ma
poi, ripensandoci, vedo che questi pensieri sono esclusivamente
frutto del disprezzo verso Berlusconi e la classe politica in
generale, un disprezzo però che non può nascondere la gravità di
questa lettera.
Si
evince che BCE e mercati finanziari hanno una forza tale da
costringere e controllare l'operato dei governi. In altre parole
esiste un organismo non scelto dai cittadini più forte di quanto in
teoria è l'emanazione del volere dei cittadini. Paradossalmente
questa cosa è sentita come positiva da una forte minoranza di
cittadini stessi.
A
questo punto la riflessione sul ruolo della democrazia è d'obbligo.
Le persone che reggono questi organismi ci appaiono come serie e
responsabili e di solito fanno egregiamente i propri interessi. Non
così si può dire della classe politica.
Perché?
Gli
uni sono scelti da una ristretta cerchia di persone involucrate e
consapevoli. Gli altri sono scelti da una massa amorfa e facilmente
condizionabile e controllabile attraverso i mass-media.
I
politici hanno ben chiaro che il volere della popolazione è
attenuato da questa distorsione e possono permettersi di fare scelte
che vanno contro il bene pubblico. Di solito le loro decisioni
sembrano arrivare dall'alto, come se loro, illuminati, decidessero
per il bene di questa popolazione ignorante bisognosa della loro
tutela.
L'esempio
della TAV in val di Susa in questo aspetto è scuola. Qualcuno ha
deciso che è necessaria. La decisione ovviamente non è frutto del
confronto con la popolazione, per lo più senza mezzi per capire se
effettivamente è necessaria o no. La decisione presa si propina come
un dogma, un fatto ormai compiuto. Stranamente questa volta ci sono
state proteste poiché qualcuno pensa che la decisione è contro il
bene della comunità. A questo punto quello in un contesto dove tutte
le parti in campo rispettino la capacità dell'altro di decidere, si
dovrebbe aprire una trattativa, dove vengano messi in luce tutti gli
elementi necessari per prendere una decisione consapevole. Fatto
questo è legittimo che non tutti siano allineati sulla stessa idea e
un'elezione fatta con elettori informati e consapevoli sancirebbe il
da farsi. Ma non è mai così. Ci si nasconde dietro a slogan,
sviluppo, progresso, costi, mafia, per mascherare il problema ed
evitare che troppe persone possano capire.
E
persone che non capiscono, solo in balia di slogan e simpatie
personali non potranno mai votare consapevolmente, quindi il loro
voto non dovrebbe essere accettato come valido. Ed è questa
purtroppo la strada che stiamo imboccando. Invece di correre ai
ripari e investire nell'istruzione e nella formazione, si sta
portando il dibattito politico a livelli sempre più demenziali per
togliere ogni tipo di legittimità al voto.
E
così siamo al punto che attualmente in Italia la democrazia è
solamente un'utopia fallimentare.
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