Significativa
la telefonata tra Assunta e Vincenzo durante una festa tipicamente
borghese nella casa dove Assunta lavora. Le parole infervorate
sull'amore, sulla fedeltà, sull'onore che Assunta scambia con
Vincenzo, quando vengono tradotte agli sbigottiti ospiti appaiono
loro come la rappresentazione di un teatrino del passato.
Ma
questo scontro che all'inizio è così stridente da provocare episodi
grotteschi si attutisce con la lenta trasformazione di Assunta che
via via si adegua ai modi di vivere della società inglese, sancendo
così la rinuncia alla vita precedente.
Il
processo di crescita si conclude con il superamento dell'ultimo
stereotipo. La ragazza che a inizio pellicola urlava meglio morta che
disonorata, io donna onesta sono, si concede una nottata si sesso con
Vincenzo, ben sapendo però che sarà solo un'avventura senza futuro.
E proprio nel confronto tra lei e Vincenzo si evidenzia la portata
del suo cambio. Lui è restato un siciliano puro e non ha rinnegato
le sue origini. Le chiede di rinunciare alla libertà, di
sottomettersi a lui, di tornare in Sicilia ma in un'altra città in
modo che nessuno possa conoscere il passato disonorevole. Lei
asseconda le sue richieste come se stesse recitando, ma è ormai una
donna totalmente nuova e le parole di lui sono echi un passato così
lontano da sembrare ridicole.
“Bottana
eri e bottana sei rimasta” dice uno sconsolato Vincenzo quando si
rende conto di essere stato semplicemente usato.
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