26 ott 2011

La ragazza con la pistola, Mario Monicelli, 1968

Due culture si confrontano in questa divertente commedia di Monicelli. Da una parte una Sicilia stereotipata, socialmente ed economicamente arretrata, dall'altra la swinging London,la cultura moderna, allegra e spensierata di una Gran Bretagna in pieno boom economico. Un viaggio tra due mondi distanti, incomunicabili, che in quegli anni era fatto da migliaia di immigrati italiani in fuga dalla povertà e dall'arretratezza. Assunta Patanè (Monica Vitti) non lascia la Sicilia a causa della povertà, la lascia per riprendersi l'onore perduto a causa di una notte trascorsa con Vincenzo Macaluso (Carlo Giuffrè) che scappa per non sposarla. E lei è costretta ad inseguirlo per riportarlo con sé o per ammazzarlo. Così, con l'immancabile valigia di cartone, l'immagine di san Giovanni e una pistola abbandona l'assolata Sicilia. La ragazza bigotta, ingenua, ma dalla grande forza trasforma quello che doveva essere un brevissimo viaggio in una scelta di vita definitiva. Si lascerà alle spalle le stradine sterrate del suo paesino sul mare, i vestiti neri, la famiglia, la vergogna del disonore. Sono proprio questi stereotipi che Monicelli deride portandoli ad un tale eccesso da renderli ridicoli.
Significativa la telefonata tra Assunta e Vincenzo durante una festa tipicamente borghese nella casa dove Assunta lavora. Le parole infervorate sull'amore, sulla fedeltà, sull'onore che Assunta scambia con Vincenzo, quando vengono tradotte agli sbigottiti ospiti appaiono loro come la rappresentazione di un teatrino del passato.
Ma questo scontro che all'inizio è così stridente da provocare episodi grotteschi si attutisce con la lenta trasformazione di Assunta che via via si adegua ai modi di vivere della società inglese, sancendo così la rinuncia alla vita precedente.
Il processo di crescita si conclude con il superamento dell'ultimo stereotipo. La ragazza che a inizio pellicola urlava meglio morta che disonorata, io donna onesta sono, si concede una nottata si sesso con Vincenzo, ben sapendo però che sarà solo un'avventura senza futuro. E proprio nel confronto tra lei e Vincenzo si evidenzia la portata del suo cambio. Lui è restato un siciliano puro e non ha rinnegato le sue origini. Le chiede di rinunciare alla libertà, di sottomettersi a lui, di tornare in Sicilia ma in un'altra città in modo che nessuno possa conoscere il passato disonorevole. Lei asseconda le sue richieste come se stesse recitando, ma è ormai una donna totalmente nuova e le parole di lui sono echi un passato così lontano da sembrare ridicole.
Bottana eri e bottana sei rimasta” dice uno sconsolato Vincenzo quando si rende conto di essere stato semplicemente usato.

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