23 ott 2011

La famiglia, Ettore Scola, 1987

con Vittorio Gassman (Carlo), Stefania Sandrelli (Beatrice), Fanny Ardant (Adriana)

Un grande salone di una casa borghese, una famiglia numerosa in posa per una foto ricordo nel giorno del battesimo del protagonista, Carlo. La lentezza esasperata nel fare la foto permette a Carlo, voce narrante, di presentare i membri della sua famiglia.
C'è il nonno, professore di letteratura, i genitori, artisti, le sorelle zitelle del padre, il cugino Enrico e altri parenti, che saranno una presenza secondaria però stabile nella grande casa familiare.
Infanzia e giovinezza di Carlo sono riassunti con singoli episodi, fino ad arrivare al punto saliente della sua vita, l'incontro con Beatrice e Adriana.
Adriana, ragazza dai capelli corti e dalla gonna corta, musicista, entra prepotente in scena. È amore a prima vista, intenso, però un amore che dura lo spazio di una primavera, un amore che non “resiste alla pioggia”.
E così con un taglio temporale ci troviamo di fronte ad un fatto compiuto, Carlo ha sposato Beatrice, la sorella di Adriana.
Il tempo scorre in fretta. Si intuiscono le varie epoche storiche italiane, l'avvento del fascismo, la guerra, il dopoguerra.
Ettore Scola rappresenta perfettamente l'incompiutezza della relazione tra Carlo e Adriana non trattando mai direttamente il problema, a parte in tre momenti cruciali.
Durante una cena carica di tensione in cui Adriana torna a Roma accompagnata dal fidanzato, chiede scusa a Carlo per essere scappata. Durante le vacanze della famiglia Carlo trova l'ccassione per restare solo in casa con Adriana. I due parlano dello sbaglio fatto nell'allontanarsi e confessano di amarsi, però il peso di Beatrice e della famiglia di Carlo è troppo grande per cambiare le cose. L'unica soluzione è cercare di dimenticare questo amore impossibile.
In seguito alla morte di Beatrice, quando entrambi sono vecchi ed è arrivato il momento dei rimpianti.
Adriana dice a Carlo che Beatrice ha sempre saputo della relazione giovanile tra i due, però non ha mai detto nulla per paura di perdere Carlo. E Carlo si sfoga dicendo che grazie a Beatrice ha potuto avere una vita quasi felice, una famiglia, una stabilità, mentre con Adriana avrebbe avuto una vita di liti, fughe, discussioni e tormento. Questa presa di coscienza è un ennesimo fallimento. Carlo non è stato capace di manifestare amore a Beatrice quando era viva ed ora che è morta la rimpiange. Così a rimpianto si somma rimpianto.
Il film termina come era iniziato, con una foto ricordo. Stavolta è Carlo nelle vesti del patriarca con i suoi ottant'anni, circondato da una famiglia ancora più numerosa di quella di partenza.

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