Inganno, bugie, finzione.
Non c'è certezza a cui aggrapparsi. Due persone si incontrano in
modo apparentemente casuale in un supermercato, il maestro e
l'allievo, Marcos (Ricardo Darín) e Juan (Gaston Pauls). Marcos è
un ladro dal volto umano che utilizza coscienziosamente e
costantemente l'arte dell'inganno. Le sue armi sono la seduzione, una
grande faccia tosta e la totale assenza di morale. Marcos e Juan
passeggiano per le interminabili strade di Buenos Aires e sfruttano
ogni occasione per ricavare piccoli guadagni attraverso ingegnose
truffe e inganni. Durante questo girovagare si materializza la
possibilità del colpo grosso, la vendita di una serie di francobolli
preziosissimi ad un losco uomo d'affari spagnolo. I francobolli sono
naturalmente una perfetta falsificazione. Ma questo colpo
apparentemente semplice si complica e i due si trovano circondati da
una costellazione di personaggi bizzarri. È un ambiente dai contorni
sfocati, i truffatori vengono truffati, i truffati diventano
truffatori, in un pazzo gioco dove è la sorte a farla da padrona. La
truffa e l'inganno sono una costante e l'unica legge valida è quella
del più furbo. E il più furbo è apparentemente Marcos, uomo dalle
mille risorse che si destreggia con estrema abilità in questo
complesso mondo.
E così potrebbe terminare
il film, con il colpo sfumato all'ultimo a causa del crollo del
sistema bancario argentino che trasforma in nulla il guadagno della
vendita. Invece la genialità della sceneggiatura si apprezza in
tutta la sua completezza nella scena finale, dove un giro inaspettato
fa ripensare in ottica diversa tutto il film. Gli avvenimenti che
apparivano casuali sono invece frutto di un piano freddamente pensato
da Juan, in combutta con la sorella e gli ex complici di Marcos con
lo scopo di derubarlo di tutti i guadagni illeciti fatti alle loro
spalle nel corso degli anni.
E così Juan, che per
tutto il film è apparso come ingenuo allievo del più esperto
Marcos, si scopre essere scaltro e furbo, così furbo da riuscire ad
ingannare Marcos e gli spettatori.
È un film d'azione fatto
di un movimento costante, sottolineato dal nervosismo della camera
che segue sempre da vicino i personaggi senza venire praticamente mai
appoggiata sul cavalletto. I due protagonisti si aggirano per le
strade di Buenos Aires, nei bar, negli hotel, con la trasbordante
parlantina di Marcos a fare da colonna sonora continua.
Non c'è spazio per la
riflessione. I personaggi sono marionette che non si fanno domande in
quella che è una disperata lotta per la sopravvivenza.
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