7 nov 2011

Nueve reinas, Fabian Belinksy, 2000


Inganno, bugie, finzione. Non c'è certezza a cui aggrapparsi. Due persone si incontrano in modo apparentemente casuale in un supermercato, il maestro e l'allievo, Marcos (Ricardo Darín) e Juan (Gaston Pauls). Marcos è un ladro dal volto umano che utilizza coscienziosamente e costantemente l'arte dell'inganno. Le sue armi sono la seduzione, una grande faccia tosta e la totale assenza di morale. Marcos e Juan passeggiano per le interminabili strade di Buenos Aires e sfruttano ogni occasione per ricavare piccoli guadagni attraverso ingegnose truffe e inganni. Durante questo girovagare si materializza la possibilità del colpo grosso, la vendita di una serie di francobolli preziosissimi ad un losco uomo d'affari spagnolo. I francobolli sono naturalmente una perfetta falsificazione. Ma questo colpo apparentemente semplice si complica e i due si trovano circondati da una costellazione di personaggi bizzarri. È un ambiente dai contorni sfocati, i truffatori vengono truffati, i truffati diventano truffatori, in un pazzo gioco dove è la sorte a farla da padrona. La truffa e l'inganno sono una costante e l'unica legge valida è quella del più furbo. E il più furbo è apparentemente Marcos, uomo dalle mille risorse che si destreggia con estrema abilità in questo complesso mondo.
E così potrebbe terminare il film, con il colpo sfumato all'ultimo a causa del crollo del sistema bancario argentino che trasforma in nulla il guadagno della vendita. Invece la genialità della sceneggiatura si apprezza in tutta la sua completezza nella scena finale, dove un giro inaspettato fa ripensare in ottica diversa tutto il film. Gli avvenimenti che apparivano casuali sono invece frutto di un piano freddamente pensato da Juan, in combutta con la sorella e gli ex complici di Marcos con lo scopo di derubarlo di tutti i guadagni illeciti fatti alle loro spalle nel corso degli anni.
E così Juan, che per tutto il film è apparso come ingenuo allievo del più esperto Marcos, si scopre essere scaltro e furbo, così furbo da riuscire ad ingannare Marcos e gli spettatori.
È un film d'azione fatto di un movimento costante, sottolineato dal nervosismo della camera che segue sempre da vicino i personaggi senza venire praticamente mai appoggiata sul cavalletto. I due protagonisti si aggirano per le strade di Buenos Aires, nei bar, negli hotel, con la trasbordante parlantina di Marcos a fare da colonna sonora continua.
Non c'è spazio per la riflessione. I personaggi sono marionette che non si fanno domande in quella che è una disperata lotta per la sopravvivenza.

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