2 nov 2011

Millenium Trilogy, Stieg Larsson, 2005/2006/2007

The Girl with the Dragon Tattoo
The Girl Who Played with Fire
The Girl Who Kicked the Hornet’s Nest


Lo vedevo impilato in centinaia di esemplari alla Fnac, avvolto da cinte di carta che testimoniavano l'enorme riconoscimento. Lo vedevo appoggiato sulle ginocchia delle persone sedute sul metro. Lo vedevo nei supermercati. Non amo i fenomeni di omologazione collettiva, non amo particolarmente né thriller né gialli e il primo approccio è stato di inequivocabile rifiuto. Mi sono avvicinato alla trilogia solo adesso, casualmente, per ascoltare un po' di inglese. L'ottima lettura che Simon Vance e Martin Wenner fanno della traduzione inglese mi ha trasportato in un mondo dall'atmosfera esoticamente settentrionale. Ascoltare non è come leggere, però anche nell'ascolto è implicato solamente un senso e alla fantasia resta spazio per completare liberamente. Occhi chiusi, un morbido orizzonte nero che si riempie di immagini. Sono le immagini del freddo paesaggio svedese, di un'isola immersa nel verde, Hedeby, così spudoratamente simbolo di una realtà lontanissima, una realtà dove l'uomo ha imparato a vivere in simbiosi con la fredda natura del profondo nord.
Vestiti sparpagliati sullo sporco pavimento di un piccolo appartamento, posaceneri ricolmi da mesi, giornali e riviste sbattuti in ogni angolo, lei in piedi morta di sonno, con gli evidenti postumi di una ubriacatura della sera precedente, lui sorridente, con in mano tre sandwich, pretendendo di entrare. E così che Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander si incontrano. Da una parte un giornalista economico di successo, un uomo affascinante, sicuro di sé, dall'altra una ragazza di una magrezza anoressica, una freak, un genio informatico, una disadattata sociale.
Difficile pensare ad un abisso maggiore, però Stieg Larsson riesce a far convivere questi due personaggi e costruire su di loro una storia complessa e particolarmente avvincente.
Ma più importante della trama è stato l'incontro con la figura di Lisbeth che mi è entrata prepotentemente in testa ed è arrivata di slancio nell'olimpo dei miei personaggi letterari preferiti. Non segue le regole della società, ha una vita sessuale disinibita, indistintamente con ragazzi e ragazze perché non accetta etichette di nessun tipo. Una vita sentimentale completamente assente frutto di un terrore assoluto nel far avvicinare altre persone alla sua sfera privata. Ha vissuto immersa in un contesto di violenza fin dall'infanzia, è stata dichiarata incapace, è stata violentata e ha dovuto imparare a proteggersi contando solo sulle proprie forze. L'etica è completamente personale, senza compromessi con la società, senza possibili intromissioni. Ha un carisma e un fascino basato sulla diversità e sulla sofferenza che le sue espressioni facciali prive di sentimento e di calore umano evidenziano. I tatuaggi, i piercing, l'abbigliamento fatto di jeans, magliette dalle scritte postmoderne, giacca di pelle nera ne fanno l'immagine più tipica di una generazione totalmente diversa da quella che l'ha preceduta.

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