A Bra l'aria puzza. Un odore dolciastro che si nota specialmente la notte e il mattino presto. Ci sono varie teorie che cercano di spiegare questo strano odore, c'è chi lo associa alla posizione della città e ai venti. Bra sorge ai piedi delle colline e i venti che spazzano la bassa ci si infrangono contro, portando l'inquinamento della pianura circostante in città. E come ben sappiamo la pianura attorno a Bra è intensamente antropizzata e praticamente priva di boschi a fare da filtro. Poi c'è il traffico e il riscaldamento in inverno. Per finire c'è la presenza nel territorio cittadino dell'Abet. Non sono un esperto e non ho dati scientifici per dare rigore a queste ipotesi, però non entrando in merito di responsabilità il mio buon senso e il mio naso mi suggeriscono che questa puzza non è niente di buono per la salute.
Vorrei condividere con voi un sogno, con la speranza che prima, come nelle fiabe, il sogno si trasformi in realtà. Nel sogno vedo apparire tre o quattro piccole stazioni sparse in città in modo che si possa arrivare comodamente e velocemente al treno senza bisogno dell'automobile. Una linea di treno moderna che attraversa Bra e la collega con le città vicine, con treni frequenti ad un prezzo che renda l'utilizzo dell'automobile davvero sconveniente. Al potenziamento del treno si unirebbe una politica di disincentivo dell'automobile in città, sensibilizzando i cittadini sul danno che produce l'automobile, riducendo il numero di parcheggi e rendendoli più cari.
Nel sogno vedo poi una grande area verde vicino al Tanaro o allo Stura, creata con un coinvolgimento diretto delle scuole e dei cittadini. I bambini si avvicinerebbero così alla natura, piantando alberi, aiutando nella pulizia e studiando da vicino le varie piante ed animali. Il parco è collegato a Bra da un corridoio verde solcato da una strada accessibile solo a pedoni e biciclette. In questo modo i braidesi potrebbero trovare una valida alternativa per i fine-settimana e le serate estive, a contatto con la natura e con l'acqua. Grazie ad un'azione congiunta di associazioni, comuni e regione il Tanaro è di nuovo balneare come lo è sempre stato fino a una trentina di anni fa.
In parallelo al parco sono nati degli orti urbani autogestiti, che permettono a chi voglia risparmiare sulla spesa per il cibo di sperimentare un'agricoltura biologica. In questo progetto sono coinvolti i pensionati che apportano le loro conoscenze alle generazioni che seguono.
Nel sogno Bra è più raccolta grazie al recupero degli edifici abbandonati del centro ed è più verde per la creazione di piccoli giardinetti nello spazio un tempo dedicato alle automobili. Edifici e case private si sono rifatti lo smalto migliorando l'isolamento termico e puntando su energie rinnovabili per la auto-produzione di energia elettrica e calore.
E non c'è più l'invadente puzza dolciastra ad accogliermi ogni volta che esco di casa. Grazie ad un tavolo di trattativa con l'Abet si è trovato un compromesso tra esigenze dell'azienda ed esigenze dei braidesi.
Per adesso è solo un bel sogno, però chissà se Bra potesse realmente trasformarsi in un esempio all'avanguardia nel desolante panorama che ci circonda. Il cambio potrebbe così servire per rilanciare uno sviluppo economico alternativo a quello attuale ormai morente.
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