31 dic 2011
L'ombra del tempo, Andrea Gobetti, 2003
Una rampa di scale abbellita da varie foto di grotte, una passerella in cemento e si arriva al cancello che divide il mondo esterno dal mondo interno. Sono le grotte di Bossea che si è deciso di rendere agibili e visitabili dal grande pubblico. E sono circa 27000 persone che ogni anno decidono di provare l'immersione verso il centro della terra. Era molto che non entravo in grotta e ancora di più che non entravo in una grotta attrezzata. Ma perché c'è la necessità di rendere comodo e sicuro ogni cosa? Una comoda stradina di cemento, completamente illuminata da potenti faretti si addentra nel cuore della montagna. Siamo in tre e ci accompagna uno speleologo che ci aiuta a scoprire migliaia di piccoli dettagli che occhi non abituati a questo ambiente non riuscirebbero mai a scorgere. Testimoniare le grotte. Si vuole fare un documentario che ne esalti la bellezza e richiami sempre più gente. Ma quanto è difficile comunicare la serie di sensazioni che ti invadono nel momento che abbandoni il cielo, la luce, gli odori e ti inserisci in un mondo totalmente altro. Camminiamo fino ad oltrepassare la zona aperta al pubblico e i tunnel si fanno più angusti e completamente bui. C'è acqua dappertutto e stiamo in equilibrio su assi di legno che creano una sorta di passerella sopra il fiume sotterraneo. E in questa oscurità che mi arrivano in testa le descrizioni delle esplorazioni di Gobetti. Osservando piccole fessure che lasciano intuire spiragli sconosciuti sento l'emozione dell'attesa dello speleologo che lancia un sasso e resta in trepidante attesa per sentire da che distanza arriva il suono. Riesco a capire i legami di amicizia e di fiducia che si creano condividendo le escursioni nelle anguste profondità di questi cunicoli. Capisco che lo scorrere del tempo è totalmente filtrato dalla nostra soggettività. Qui dentro il tempo scorre in modo diverso, a volte più velocemente, a volte pare bloccarsi. Capisco come un'attrazione verso il centro della terra possa influire irrimediabilmente su tutta una vita. Gobetti ci racconta la sua vita ed è attraverso il racconto della sua vita che noi conosciamo le grotte. Da quando le ha scoperte non è più riuscito a staccarsi e le ha inseguite in giro per l'Italia e poi allargando il raggio in giro per il mondo.
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