Como può essere che un'intellettuale, una persona che dedica la vita ad assorbire nozioni decida che l'interlocutore che ha davanti non valga neppure la pena di essere preso in considerazione. Le parole che proviamo a rivolgerle rimbalzano contro un muro di gomma e interrompono semplicemente il flusso delle sue elucubrazioni, che non appena torna il silenzio, riprende imperterrito. Si ripropongono così anche nella comunicazione personale la situazione così cara all'ambiente universitario, maestro-discepolo, chi detiene il sapere e chi deve passivamente raccoglierlo. La legge della bilancia, il più forte prevale sul più debole in un'eterna competizione che si nasconde anche nell'apparente tranquillità e rilassatezza di una conversazione.
8 dic 2011
Egocentrismo intellettuale
Un ricco appartamento romano. Sono mobili di lusso, sono libri, sono appunti sparsi. Lei è una professoressa, scrittrice. Un intellettuale totalmente immersa nell'ambiente culturale borghese romano. Ci sediamo su un grande sofà bianco. Grassi gatti si aggirano per la casa. Ci parla di un articolo che sta scrivendo. Ma cosa le fa pensare che io sia interessato a cosa stia scrivendo? Io non le ho mica detto che ho appena comprato un gelato e non mi è piaciuto il gusto del pistacchio. Ma poi penso che è un aspetto che tutti i grandi comunicatori hanno in comune. Un'esigenza di condividere i loro pensieri che spesso può essere molto positiva perché arricchisce chi ascolta. E così scopro che un tal giornalista è un perverso maschilista e si diverte a ironizzare con un evidente senso di superiorità sul ruolo della donna nella società. Il discorso continua, ma è evidentemente monodirezionale. Ci vomita addosso una serie di nozioni con un tono odiosamente politically correct. Mi viene voglia di ruttare, di fare domande idiote per rompere questo rigido schema. Ma mi trattengo. Una forma di rispetto verso le persone più anziane mi trattiene.
Como può essere che un'intellettuale, una persona che dedica la vita ad assorbire nozioni decida che l'interlocutore che ha davanti non valga neppure la pena di essere preso in considerazione. Le parole che proviamo a rivolgerle rimbalzano contro un muro di gomma e interrompono semplicemente il flusso delle sue elucubrazioni, che non appena torna il silenzio, riprende imperterrito. Si ripropongono così anche nella comunicazione personale la situazione così cara all'ambiente universitario, maestro-discepolo, chi detiene il sapere e chi deve passivamente raccoglierlo. La legge della bilancia, il più forte prevale sul più debole in un'eterna competizione che si nasconde anche nell'apparente tranquillità e rilassatezza di una conversazione.
Como può essere che un'intellettuale, una persona che dedica la vita ad assorbire nozioni decida che l'interlocutore che ha davanti non valga neppure la pena di essere preso in considerazione. Le parole che proviamo a rivolgerle rimbalzano contro un muro di gomma e interrompono semplicemente il flusso delle sue elucubrazioni, che non appena torna il silenzio, riprende imperterrito. Si ripropongono così anche nella comunicazione personale la situazione così cara all'ambiente universitario, maestro-discepolo, chi detiene il sapere e chi deve passivamente raccoglierlo. La legge della bilancia, il più forte prevale sul più debole in un'eterna competizione che si nasconde anche nell'apparente tranquillità e rilassatezza di una conversazione.
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