Luigi Magri è morto. Un suicidio assistito in Svizzera. Molto si è letto su questa decisione e come sempre succede sono le opinioni a farla da padrone, opinioni favorevoli o contrarie. Nel marasma ho trovato interessante un articolo apparso il 2 dicembre sul “Fatto quotidiano”, nel quale due editorialisti, Travaglio e Flores d'Arcais, commentano la notizia. Da loro ovviamente non ci si aspetta la descrizione del fatto, ma un'opinione che partendo dal gesto concreto rifletta sul problema in generale. Il loro ruolo è creare nella gente un'opinione, guidarli nella formazione di un'idea. La formazione di queste opinioni è fondamentale in una società democratica perché in base alla maggioranza delle opinioni si creerà una legge che obbligherà poi tutta la società a seguire l'opinione vincente. Travaglio è contro il suicidio assistito, Flores a favore. Nel caso in concreto la scelta del “Fatto” è stata onesta, ha messo a confronto due opinioni che fin dal titolo chiariscono da che parte stanno.
Ora, benché il tema suicidio assistito sia particolarmente intimo e personale su cui tutti potremmo avere un'idea autonoma, è indubbio che leggendo Travaglio si tenda ad accostarsi alla sua idea, così come Flores ci attiri dalla sua parte. La bravura di un editorialista. L'ingenuità del lettore. Molti fattori influiscono sull'influenzabilità della gente. E proprio per questo, in una società complessa come la nostra, il problema dell'influenzabilità della gente dovrebbe essere sempre tenuto ben in vista. Se su un aspetto dov'è difficile barare perché le basi su cui fare una riflessione sono note e comuni a tutti siamo manipolabili da opinioni altrui, su altri aspetti di cui non abbiamo dati a sufficienza, siamo completamente in balia dell'opinione altrui.
Contro la TAV o a favore. Contro l'energia nucleare o a favore. Contro la finanziaria o a favore. Sono argomenti così tecnici, complessi, lunghi che per i non addetti ai lavori è impossibile avere una visione d'insieme. E così le nostre idee si formano in base a poche parole sentite ai telegiornali o lette sui giornali. Non c'è scampo. Non esiste informazione obiettiva e l'opinione pubblica segue semplicemente la forza che supporta una certa idea. Chi spinge più forte vince, indipendentemente dalla bontà o meno dell'opinione. E noi, massa amorfa, come allegre e inconsapevoli marionette pensiamo di decidere la direzione della società in cui viviamo.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/02/il-medico-salva-non-uccide/174643/
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