24 dic 2011

Relazioni


La parola relazioni a Viola suona dissonante, un tanto ironica. Relazioni. Quelle a cui non pensavo quando decisi di sperimentare un anno di eremitaggio. Quelle che accantonai quando scelsi Viola. Eppure ci sono, mi seguono anche qui in questa borgata spopolata sulla punta della val Mongia.
C'è F, perennemente in agguato sul balcone, R con cui faccio la maggior parte dei miei pranzi e delle mie cene, A, S e L e tutti gli altri dell'associazione culturale che vedo di tanto in tanto, quando hanno la bontà di arrampicarsi sui monti. C'è D, il ragazzo strano e silenzioso che accompagnò la mia adolescenza, e dopo anni di smarrimento ora vedo con frequenza. Ci sono N e J con le loro storielle di sesso delizioso. C'è L, con cui proprio non riesco ad andare d'accordo ma che mi invariabilmente mi ritrovo sulla strada. C'è S che si è laureata questa settimana con il massimo dei voti ed ora sta cercando, pure lei, idee per il futuro. C'è la frotta dei parenti con le solite storie surreali. C'è il buon P che mi telefona sempre alla stessa ora e vuole convincermi ad andare a vivere ad Heidelberg con lui. C'è I che molla tutto e se ne va a vivere a Berlino (ma dove trova tutto questo coraggio la gente?). C'è O con la sua passione per il calcio saponato. C'è A che corre su è giù per le montagne e vorrebbe lo accompagnassi nei suoi allenamenti. C'è facebook con le migliaia di relazioni virtuali, ma questo è un altro discorso.  

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