2 dic 2011

Dampyr

Dopo una serata trascorsa a bere birre, sapendo che la sveglia suonerà quasi all'alba, una mano invisibile mi mette sotto gli occhi un albo di Dampyr preso a caso su uno scaffale e occhi voraci scorrono tra le righe e lungo i contorni delle figure, instancabili fino all'ultima pagina. Benché da molti anni il mondo dei fumetti è un mondo lontano, è una relazione intensa quella che mi lega a questo fumetto della Bonelli, che esce in edicola ogni mese dal lontano aprile del 2000. È molto che perdo l'appuntamento mensile però, di tanto in tanto, quasi sempre di notte, vengo attratto dalla piccola collezione che si era formata  negli anni passati, anni da assiduo lettore.
Dampyr è frutto della mitologia dell'Europa dell'est. È figlio di un maestro della notte (una sorta di arcivampiro, molto più potente dei normali vampiri) ed una donna umana. È l'unica persona in grado di uccidere i maestri della notte e fin dal secondo albo ha dichiarato una lotta senza quartiere a questa crudele categoria di esseri immortali che vivono considerando gli esseri umani come prede. Grazie al suo sangue misto ha una serie di poteri sopranaturali che scopre con il passare degli episodi. Il fumetto infatti è una continuity e anche se ogni albo è perfettamente autonomo, lentamente prende forma una storia che attinge piccoli mattoncini dai singoli episodi. C'è una chiara evoluzione nei personaggi. Nel primo numero Harlan Draka (il nome reale di Dampyr) non era cosciente della propria natura e non credeva neppure ai vampiri, sebbene vivesse sulle loro spalle. Vagabondava negli sperduti villaggi bosniaci truffando la povera gente superstiziosa, facendole credere di essere in grado di dare la morte a quelle anime che non riuscivano ad abbandonare il cadavere. Sempre nel primo numero si crea il trio destinato a vivere la maggior parte delle pericolose avventure della saga. Questo controverso trio è composto da Tesla, una vampira pentita e Kurjak, un ex soldato.
Si apprezza la stranezza di questo trio perché i personaggi sono estremamente ben caratterizzati, tanto da sembrarci reali. Prima di essere trasformata in vampiro Tesla era una giovane ragazza di Berlino, che frequentava un ambiente anarchico e suonava in un gruppo punk. Ora soffre terribilmente per questa nuova natura, ma ha acquisito una buona dose di autoironia e accettazione ed è solo Harlan che ogni tanto la fa soffrire con qualche commento inappropriato. È una romanticona dolcissima, una ferrea femminista ed è solitamente vestita in abiti militari. Si relaziona con gli uomini con un miscuglio di civetteria e ironia. Kurjak è un soldato tutto d'un pezzo che per aver perso la famiglia nei bombardamenti della guerra in Bosnia ha partecipato con impegno e convinzione nella guerra dei Balcani. Sotto la scorza da soldataccio violento e coraggioso si cela una grande sensibilità e una lealtà incondizionata a Dampyr.
Dampyr è horror, però pur essendo l'etichetta più appropriata non esaurisce di certo la ricchezza della sue molteplici sfaccettature. La violenza è onnipresente, però in puro stile bonnelliano viene rappresentata con delicatezza senza mai sembrare gratuita o disgustosa. La scelta vincente è l'ambientazione, estremamente vicina alla realtà. I personaggi si muovono in lungo e in largo tra Europa, Africa, America e Australia, però in un mondo sempre estremamente reale. La rappresentazione di Praga è un esempio significativo. Impariamo ad amare questa città mitteleuropea con gli occhi dei personaggi. È una Praga ricca di mistero e fascino, perennemente avvolta dalla nebbia, con il peso della storia che trasuda dai vicoletti ed i vecchi palazzi. Poi ci sono le vicende storiche che fanno da sfondo alla trama nel più classico stile del romanzo storico. 
Insomma, anche se per me Dampyr è sofferenza ed è ore di sonno mancate, sarà difficile che riesca a restarne lontano in queste fredde e nebbiose notte invernali.

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