1 dic 2011

Identità sessuale e identità di genere


Perché quattro persone sedute attorno ad un tavolo di una piccola casetta di montagna prolungano all'infinito una nottata parlando di identità di genere e di identità sessuale?

Premetto che fino a poche ore fa le consideravo come due modi per esprimere lo stesso concetto. Invece mi sono reso conto che per parlare di questo tema è fondamentale tenere i due concetti separati. L'identità sessuale è quella che si identifica negli organi riproduttori; per intenderci: hai i testicoli è sei di sesso maschile, hai le ovaie e sei di sesso femminile. L'identità di genere invece è il costrutto culturale che si crea sopra questa divisione anatomica, è la creazione di due categorie per stabilire una regola sociale a questa differenza biologica. La categoria per essere effettiva ha bisogno di limiti ben chiari e marcati; la categoria vuole etichette, didascalie per stabilire quello che accetta al suo interno e quello che non accetta. Semplificando. Etichette della categoria donna: gonna, sensibilità, attrazione verso l'uomo, maternità, sottomissione, responsabilità verso la prole, pallavolo, rosa. Etichette della categoria uomo: pantaloni, forza, attrazione sessuale verso la donna, calcio, azzurro.
Questa divisione è figlia della praticità. Più la differenza è marcata e più in fretta si identifica l'appartenente all'altra categoria, agevolando la ricerca per la riproduzione e la continuità della specie. Così succede anche con gli animali che sottolineano la differenza dell'apparato riproduttore con qualità esterne e comportamenti molto diversi. Però come spesso accade, con il passare del tempo si arriva ad un irrigidimento e una cosa nata esclusivamente per utilità acquisisce uno status di dogma che genera più svantaggi che benefici. Nella società attuale l'aspetto riproduttivo nell'atto sessuale è passato in secondo piano e di conseguenza tutta questa rigidità nell'identificare le due categorie non è essenziale. Non ci serve identificare a prima vista la categoria di genere della persona che per qualche motivo ha risvegliato il nostro interesse. Ci potrebbe essere un'attrazione sessuale non per l'appartenenza alla categoria di genere opposto, ma per essere parte della categoria dell'ombelico in fuori o della categoria dei capelli neri, o della categoria del doppio mento, o della categoria della simpatia.
E una volta appurato che la categoria di genere non è più utile alla società attuale, tanto varrebbe eliminarla in modo da evitare tutti i problemi di esclusione che una classificazione sempre si porta dietro.
Si può davvero pensare di eliminare l'identità di genere? È un compito difficile perché significherebbe lottare contro una serie di abitudini che impregnano totalmente la “nostra” cultura (il “nostra” indica un'altra categoria, la categoria degli esseri umani).
Si dovrebbe riscrivere la grammatica eliminando i generi dai nomi, aggettivi, participi passati, pronomi, articoli. Si dovrebbero superare i vestiti di genere (gonna, vestiti, calze a maglia). Si dovrebbe ridefinire l'educazione di bambine/i.
E cosa accadrebbe? Si perderebbe la sessualità che spesso si pensa basata proprio sull'esasperazione delle differenze di genere? Si arriverebbe alla creazione dell'essere umano ibrido, né uomo, né donna?
Non penso. Non credo che la sessualità sia legata alla divisione di genere. Si stabilirebbe sicuramente una nuova forma di sessualità, ma questo non è una novità in quanto la sessualità è comunque in continuo cambiamento.

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