18 dic 2011

Julia n. 90, Il fuoco dentro



Soggetto: Giancarlo Berardi
Sceneggiatura: Giancarlo Berardi e Lorenzo Calza
Disegni: Ernesto Michelazzo
Copertina: Marco Soldi 



La storia, come spesso accade in Julia, è facile da riassumere. Un vecchio, un reduce della guerra in Corea, rapisce e tortura ricchi figli di papà per una sorta di vendetta. Ma non è tanto l'intreccio ad interessarci perché fin da subito sappiamo chi è l'assassino; neppure è importante come riesce Julia ad arrivare fino a lui. L'attenzione dello sceneggiatore, Giancarlo Berardi, va tutta alle motivazioni che spingono un padre di famiglia a trasformarsi in un assassino, alla descrizione di un ambiente e una situazione che portano i personaggi ad atti di apparente follia. Il colpevole di questa violenza è rimasto vedovo e ha un figlio che, dopo essere stato investito da un SUV, è rimasto paralizzato. È un escluso e si sente vittima di un enorme ingiustizia. Stranamente il figlio è un personaggio positivo; benché costretto dalle sue condizioni a una parziale  reclusione in casa, non perde la speranza e si rifugia in internet, trovandoci un'alternativa allo squallore che lo circonda. Internet è ricerca di lavoro ed è un modo per comunicare con l'esterno attraverso le chat. Nella collana di Julia le chat vengono spesso proposte per sottolineare la condizione del disadattato, ma non in questo caso dove sono l'unico spiraglio di speranza. Il ragazzo paralizzato ha un'amica di chat, alla quale riesce a confidare la sua reale condizione di handicappato e a chiedere aiuto per scoprire l'orrendo segreto del padre. Vi è una netta differenza di ambiente tra le vittime, appartenenti alla classe alta della società e il carnefice, appartenente ad una classe di sottoproletariato urbano. E questa manifesta differenza è evidentemente una critica sociale, sottolineata anche dal fastidio provato dal tenente Webb ad occuparsi di un'indagine che è resa di massima priorità solo perché sono involucrate personalità di spicco nella società. E poi, con le parole di Julia, si accenna una critica ai SUV, i fuoristrada urbani, che oltre ad inquinare ed essere pericolosi, sottolineano l'arroganza di una determinata classe sociale che si crede inattaccabile. Anche in questo albo si nota l'ingessamento dei protagonisti nei loro ruoli standard, con l'unica eccezione dell'innamoramento di Emily, che gioca però un ruolo secondario.

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