21 dic 2011

in Inverno

L'inverno è una stagione strana a Viola. Le persone seguono i ritmi antichi, si fanno introspettive, si chiudono in casa e lasciano il paesaggio totalmente deserto. Oggi il sole è tramontato alle 15h11. È tramontato senza realmente riuscire ad arrampicarsi in cielo. È restato lì, basso basso giusto sopra le montagne. Mi raccontavano che Ernesto, il vecchio burbero che viveva nella casa dove ora vivo io, sapeva con esattezza il punto dove scendeva il sole in ogni periodo dell'anno. Ora lo capisco. Oggi ho assistito alla morte del sole, cercando di scolpirlo nella retina per tenerlo a mente il più a lungo possibile. Ero sveglio da poche ore e già stava abbandonandomi. Non c'è che dire, l'inverno è il regno della notte, però una notte ostile, nemica, restia a farsi ammirare. Ieri notte, attirato da un'atmosfera così trasparente come solo nelle fredde giornate d'inverno si può trovare, ho abbandonato la stufa per una coraggiosa escursione. Mi sono avviluppato in una decina di maglioni (i maglioni industriali sono pensati solo per essere indossati in luoghi iper-riscaldati) e mi sono seduto contro un albero in un bosco poco distante. Un tremolio incessante del corpo, il culo che si fondeva pian piano in un unico pezzo di ghiaccio con il terreno; era davvero impossibile godersi il silenzio osceno della notte e la bellezza cristallina del cielo. Eh sì, la notte in inverno è schiva ed è fatta di stufa e infusioni calde.

2 commenti:

  1. Baltic Man09/01/12, 02:36

    "Il silenzio osceno della notte".
    Rende l'idea.

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  2. Baltic, da dove scrivi? Arrivasti a Quito? Mi spiegherai un giorno come hai fatto ad imbatterti in Viola in Inverno...

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